Una General Manager di nuova generazione. A colloquio con Carolina Tosetti

CAROLINA TOSETTI, DIRETTRICE DELL’AGORÀ PALACE DI BIELLA

#hotel #giovani #management

Tempo di lettura: 5 minuti

OSPITALITÀ E FUTURO. QUALI LE SFIDE PIÙ GRANDI? PAROLA A UNA GENERAL MANAGER DI NUOVA GENERAZIONE, CAROLINA TOSETTI, DIRETTRICE DELL’AGORÀ PALACE DI BIELLA (foto di copertina)

Albergatrice di terza generazione, membro del Gruppo Giovani Imprenditori biellesi e direttrice, dal 2018, dell’Agorà Palace, hotel a 4 stelle nel centro di Biella, Carolina Tosetti è la perfetta esponente di una nuova generazione di giovani manager in carriera. Con oltre 7 anni di esperienza nel settore del turismo e dell’accoglienza, Carolina ha fatto del mestiere di famiglia il proprio lavoro. Fu la nonna ad aprire negli anni ’70 il primo hotel. Quindi, negli anni ’90, prende forma l’attuale Agorà Palace. Una gestione familiare, tipica dell’ospitalità made in Italy. A Carolina, però, non basta. Alla passione per nascita, aggiunge nuovi ingredienti. Elementi cruciali di quell’evoluzione manageriale che sta trasformando sempre di più l’ospitalità anche nel nostro Paese, fatta di attenzione al cliente ma anche di esperienza internazionale, solida preparazione gestionale e sguardo aperto verso l’innovazione digitale.

“NON È UNA QUESTIONE DI QUOTE ROSA. MA DI VALORIZZARE LE DIVERSITÀ E INCENTIVARE L’INTEGRAZIONE”

 

84

STANZE

150

COLAZIONI NEI PICCHI

90

COPERTI DI MEDI

30%

INCIDENZA F&B SUL FATTURATO TOTALE

PREPARAZIONE MULTISETTORIALE

«Fin da quando ero piccola – racconta Carolina – ho vissuto il lavoro dell’ospitalità come un gioco. Aiutavo come potevo, imparavo qualcosa del ricevimento, partecipavo al servizio in sala. Ho capito presto che volevo fare dell’ospitalità la mia vita». Da Biella all’EHL – Ecole Hôtelière di Losanna, in Svizzera, dove si laurea nel 2013. Seguono diversi stage in hotel, in categorie per lo più lusso. Tante esperienze in giro per il mondo: Spagna, Portogallo, Brasile. Poi di nuovo Italia, a Roma e in sala alla corte di Antonino Cannavacciuolo.

«Volevo ampliare il più possibile il mio ventaglio di competenze. Per questo ho deciso anche di esplorare il mondo della distribuzione online, lavorando per Expedia. Fino al 2018, anno in cui sono tornata a Biella per occuparmi, in qualità di General Manager, del nostro hotel di famiglia».

QUOTE ROSA?

«Io preferisco parlare di integrazione»

«In generale nel mondo del lavoro mi piace parlare di diversità e inclusione più che di vere e proprie quote rosa. Un’azienda vincente è un’azienda che lavora sull’interazione e la diversità, non solo di sesso, ma anche di età, estrazione sociale, provenienza. Ognuno di noi porta con sé skills diverse. L’approccio femminile è diverso da quello maschile, per esempio. Quello che è importante è che ci sia un buon balance tra elementi diversi tra loro».

AGORÀ PALACE

La preparazione multisettoriale è uno degli assi della manica di Carolina che le permettono di gestire con consapevolezza i diversi tasselli che compongono il business alberghiero. Un business che, nel caso dell’Agorà Palace, conta 84 camere, un centro congressi e un ristorante, focalizzato prevalentemente su soggiorni lavorativi, dal lunedì al venerdì. Nel weekend, spazio ai viaggi di gruppo e ai tour organizzati. «Lavoriamo molto anche con le squadre sportive che vengono a Biella in ritiro – spiega Carolina. – Biella è infatti un polo di attrazione turistica legata allo sport». Con carichi di lavoro che nei periodi di punta arrivano anche a 150 colazioni al giorno.

INNOVAZIONE STRATEGICA

Con l’arrivo di Carolina, nel 2018, inizia per l’Agora Palace un periodo di forte rinnovamento. «Abbiamo fatto un deciso restyling tanto a livello estetico quanto a livello di procedure interne. Abbiamo lavorato tanto in termini di digitalizzazione. Oggi abbiamo una wifi di ultima generazione, smart tv che permettono ai nostri ospiti di lavorare con efficienza e facilità dalle loro camere o dagli spazi comuni. Abbiamo introdotto l’uso degli iPad, non solo nel comparto ristorativo. E abbiamo puntato tantissimo sulla sostenibilità, applicando, per fare un esempio, la logica della “no print policy”».

“LA RISTORAZIONE IN HOTEL STA CRESCENDO MOLTO MA NELLE CITTÀ DI PROVINCIA NON È ANCORA PER NULLA SCONTATA”

“SARTORIA”, RISTORAZIONE SU MISURA

Tra le novità portate da Carolina, in sinergia con l’Executive Chef Steven Tarantino e l’F&B Manager Matthew Stroud, c’è stato il lancio di un nuovo concept ristorativo che ha incrementato il fatturato F&B del 30%, ottimizzando i costi diretti. «La parte ristorativa – spiega Carolina – è stata una delle prime ad essere coinvolta nel processo di rinnovamento. Abbiamo sfruttato gli spazi del nostro rooftop, aprendolo anche ai non ospiti dell’hotel. Al piano terra, invece, il ristorante principale: “Sartoria”. Piatti su misura». Al passo con le tendenze “tailor made” che guidano i grandi trend internazionali. A completare lo staff F&B ci sono Angela Gagliardi, alla pasticceria, e il sommerlier Edoardo Tosetti, fratello di Carolina. «Abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo che non esisteva a Biella ma che riuscisse a coinvolgere la clientela locale. Vedere qui la gente della città è per noi un grande orgoglio. A volte capita che mi chiedano indicazioni per raggiungere il ristorante. Si stupiscono quando gli diciamo: È qui. È proprio qui. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la ristorazione in hotel sta crescendo ma nelle città di provincia non è ancora per nulla scontata».

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LA SFIDA PIÙ GRANDE

Tra le parole preferite di Carolina ci sono sostenibilità e inclusione. «Credo che la sostenibilità nel nostro settore si basi primariamente sulle persone. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere emozioni, di veicolare quel che di intangibile che non può essere sostituito da altro che dal contatto umano. Sono convinta che la sfida più grande dal punto di vista imprenditoriale per il settore dell’ospitalità sia quella di rendere sostenibile quello che oggi è insostenibile e che si traduce nella drammatica carenza di personale. Oggi paghiamo una gestione passata di molti imprenditori che hanno abusato della necessità di lavorare, senza applicare i contratti corretti, contribuendo in negativo a dipingere un quadro che non dovrebbe essere la realtà di questo mondo».

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