VOGLIA DI ACQUA. I DATI DEL COMPARTO HORECA

IL COMPARTO HORECA DELL’ACQUA È IN CRESCITA. CONSUMI IN AUMENTO DEL 33,4 TRAINATI DAL SEGMENTO DELL’ACQUA CONFEZIONATA. NATURALE IN TESTA. ECCO IL QUADRO COMMENTATO DA ALCUNI PROTAGONISTI DEL SETTORE

Tempo di lettura: 8 minuti

#acqua #mercato #consumi

Il consumo di acqua in Italia è in aumento. I dati relativi alle performance del comparto acqua forniti da Circana* (INSERIRE BOXINO allegato) mostrano un trend per il settore fuoricasa in crescita. Il mondo Horeca ha fatto registrare nel 2022 quasi 2 miliardi di acquisti di acqua (+33,4%) Con un consumo di acqua confezionata che traina il comparto con i suoi 1,69 miliardi di atti d’acquisto, anch’essi in crescita del +30,6%. Numeri significativi, al di sopra del naturale benchmark di riferimento per l’anno 2022, che ha visto 10,2 miliardi di viste OOH, con un +24,8%.

NUMERI IN CRESCITA ANCHE PER IL 2023

Un trend al rialzo favorito nel 2022 dalle temperature molto alte, come sottolinea Matteo Figura, Director Foodservice Italia per Circana, e confermato anche da alcune realtà di riferimento per il mercato fuoricasa dell’acqua, che confermano una crescita importante anche per i primi mesi del 2023. «Stiamo vivendo un momento positivo di crescita – sottolinea Michele Foglio, AD di Acqua Maniva. – Da gennaio a maggio scorso abbiamo visto una crescita a volume di oltre il 25% e una crescita a valore di circa il 35% sul medesimo periodo dello scorso anno». «Osserviamo – ribadisce Antonio Biella, direttore generale di Acqua S.Bernardo. – un’ottima tendenza che, sebbene sia rallentata dalla stagionalità, si attesta sul 40% di crescita».

“IL CONSUMO DI ACQUA È CRESCIUTO CON TASSI SUPERIORI AI BENCHMARK DI RIFERIMENTO”

NATURALE, FRIZZANTE O EFFERVESCENTE?

A costituire il business principale dell’acqua è la referenza naturale scelta degli italiani quasi 1,4 miliardi di volte, contro i 168 milioni dell’acqua frizzante e i 149 milioni dell’acqua leggermente gasata. «Notiamo – spiega Matteo Figura – una crescita più contenuta nel mondo delle effervescenti naturali. Se l’acqua naturale cresce di oltre 31 punti percentuali e l’acqua frizzante del 32,2%, il segmento delle acque leggermente frizzanti ha vissuto una crescita più contenuta del +20,5%». Un segmento che è anche l’unico a perdere in termini di incidenza sul totale delle visite OOH. Il 15,7% degli italiani durante i propri consumi fuori casa ha scelto l’acqua confezionata; mentre il segmento del leggermente frizzante perde lo 0,1% a fronte di una crescita dello 0,6% delle acque naturali.

*CIRCANA

Circana è il nome dell’azienda nata dalla fusione tra Information Resources, Inc., meglio nota come IRI, e il gruppo NPD, avvenuta lo scorso agosto. All’inizio di marzo il gruppo ha annunciato il suo nuovo nome e la nuova brand identity, creati in collaborazione con Landor & Fitch.

TREND IN ATTO

«A spiegare il marcato successo dell’acqua naturale sulle frizzanti – dichiara ancora Figura – c’è anche la forte competizione costituita dall’offerta sempre più ampia delle bibite gasate che limita la vendita di acqua frizzante». È vero anche, però, che negli ultimi anni sono molte le bibite competitors anche per il segmento delle acque piatte. «Quello dell’acqua naturale – sottolinea Michele Foglio – si inserisce più che altro in un trend salutistico. L’acqua piatta come linea di fondo di lungo periodo è via via sempre più confacente agli stili alimentari attuali». Va detto, inoltre, spiega Figura, che l’acqua frizzante si conferma essere una scelta limitata per lo più alle occasioni di consumo relative a pranzo e cena. Mentre l’acqua naturale viene bevuta molto più trasversalmente.

INNOVAZIONE DI FORMATO

Tra gli elementi sui quali c’è stata in questi anni più innovazione c’è senza dubbio il packaging. Non solo vetro, il prescelto dal mondo ristorativo, ma anche PET che alcuni analisti ritengono possa giocare, nel prossimo futuro, un ruolo importante nell’ambito dell’innovazione di formato, con packaging PET accattivanti per la ristorazione anche di medio e alto livello, favorendo i consumi stessi di acqua minerale. «Se consideriamo “anno zero” il post pandemia (dal 2021 ad oggi ) – dichiara Marco Dolci del Consorzio Codit – particolare crescita e attenzione è stata rivolta al vetro (sia VAR sia VAP ) ma anche ai formati in PET cosiddetti Horeca. Sono convinto, però, che lo sviluppo della distribuzione e quindi la richiesta di prodotto in vetro debba rappresentare un must alla base di ogni possibile politica commerciale intrapresa dall’azienda, dal distributore e dal cliente».

“È NECESSARIO INCENTIVARE IL VETRO A RENDERE, ANCHE CON IL SUPPORTO DELLE ISTITUZIONI”

FORMATI PET PREMIUM

«Il contenitore – spiega Antonio Biella – deve essere inteso come una risorsa e non come un rifiuto. Con questa convinzione, nel 2016, abbiamo lanciato il formato Premium PET 50l che si ispira all’iconica bottiglia “Gocce” firmata in esclusiva Giorgetto Giugiaro. Nel corso degli anni, sono state create delle limited edition dedicate ad alcune delle località italiane a cui siamo più legati, da Milano al Tigullio, dal Salento ad Agrigento passando per le Langhe e Cuneo. Nel 2021, poi, è stata lanciata la bottiglia in PET 100% riciclato e 100% riciclabile dalla forma elicoidale e con le gocce in rilievo secondo la sequenza aurea a simboleggiare un’evoluzione della materia. Da quest’anno, poi, abbiamo in gamma una nuova bottiglia da 0,40l con un design elegante».

SERVINGS (CONSUMI OOH)

(VALORI IN MILIONI RELATIVI AGLI ATTI D’ACQUISTO)

Fonte: Dati Circana. Consumi Rist. Commerciale (escluso vending e collettiva)

ALTRI FORMATI IN CRESCITA

Grande impulso sta vivendo anche un altro formato, relativamente giovane: quello dell’acqua in brick, molto apprezzato anche dalla ristorazione di catena. «Crediamo molto in questo prodotto – dichiara Michele Foglio, AD di Acqua Maniva, che ha lanciato nel 2021 la propria acqua minerale Smile-Box Maniva. – Un prodotto interessante soprattutto per il livello di protezione che garantisce dell’acqua. Anche d’estate, nel modo outdoor, se lasciata al sole, l’acqua viene protetta dal calore e dai raggi del sole, al 100%. Per questo stiamo avendo un ottimo riscontro nei segmenti dei parchi tematici, acquatici, il mondo del mare e della montagna, che stanno sposando questo prodotto. Un prodotto che sta crescendo se pur lentamente. L’italiano è ancora abituato a vedere l’acqua attraverso il suo contenitore. Un freno che necessiterà di tempo».

BRICK E LATTINA

«Se il mercato acqua – spiega Giorgio Carlino, del consorzio distributivo Horeca.it – ha avuto uno sviluppo soprattutto a valore, una crescita, anche se con piccoli numeri, la sta vivendo il brick, un’opportunità che va incontro anche alle esigenze delle amministrazioni locali che lo per poter essere presenti durante eventi, manifestazioni o in spiaggia; e l’acqua in lattina, altro formato in forte espansione nel comparto acque». A puntare sul formato in brick è anche Fonte Margherita 1845, realtà presente sul canale Horeca con le acque Fonte Margherita, Fonte Lonera Staro e Sorgente Alba, ma che ha puntato anche sul formato nel brick in cartone. «Fonte Margherita 1845 – spiega Denis Moro, Ceo di Fonte Margherita 1845 – ha scelto di imbottigliare prevalentemente in vetro, per lo più a rendere, confermando una scelta di sostenibilità ambientale rafforzata dalla presenza dell’originale brick eco-friendly, interamente riciclabile».

SERVINGS ACQUA CONFEZIONATA (CONSUMI OOH)

(VALORI IN MILIONI RELATIVI AGLI ATTI D’ACQUISTO)

Fonte: Dati Circana. Consumi Rist. Commerciale (escluso vending e collettiva)

INCIDENZA CONSUMO ACQUA (CONSUMI OOH)

(VALORI %)

Fonte: Dati Circana. Consumi Rist. Commerciale (escluso vending e collettiva)

INCENTIVARE IL VETRO A RENDERE

La sinergia tra i vari tasselli della filiera è un elemento chiave per la crescita del comparto dell’acqua fuori casa. Ma quali sono oggi le criticità maggiori, in particolare in relazione al mondo distributivo, per il quale il comparto acqua vale circa il 15% del totale fatturato? «Prima di tutto gli aumenti delle materie prime relative al cosiddetto “secco”, vetro, carta, ecc… che hanno innalzato notevolmente i costi industriali – spiega Giorgio Carlino. – A questo si aggiungono i costi relativi ai trasporti e, in molti casi, alla carenza di autotrasportatori che mettono in seria difficoltà la catena distributiva. È necessario lavorare su questi punti e incentivare il vetro a rendere, anche con il supporto delle Istituzioni. Non dimentichiamo, infatti, che molti locali non hanno spazi sufficienti per stoccare i vuoti».

ACQUA ALLA SPINA: RIFLETTIAMOCI!

Se, nell’ambito dell’acqua confezionata, il vetro a rendere costituisce l’orizzonte di riferimento sul quale lavorare con maggiore tenacia, un’attenzione maggiore merita anche il consumo di acqua non confezionata, che oggi rappresenta ancora una nicchia di mercato: 257 milioni di atti d’acquisto contro gli 1,69 miliardi fatti registrare dall’acqua confezionata. A mostrare segnali interessanti è però il trend di crescita: +55,2%, quasi 25 punti percentuali più dell’acqua confezionata. «Sarebbe opportuno – fa notare Marco Dolci, direttore del Consorzio Codit – focalizzare l’attenzione sul fenomeno crescente del posizionamento di erogatori di acqua alla spina. Fenomeno che desta alcune perplessità e che dovrebbe, invece, rappresentare oggetto di maggior attenzione da parte del mondo dell’industria».

INCIDENZA CONSUMO ACQUA CONFEZIONATA (CONSUMI OOH) 

(VALORI %)

Fonte: Dati Circana. Consumi Rist. Commerciale (escluso vending e collettiva)

Seguici sempre sui nostri social

InstagramFacebookLinkedin

Condividi il post

Articoli correlati

Carrello chiudi