A chiudere, nel 2020, sono state 300.000 aziende, a fronte di 85.000 nuove aperture, che dovranno ora battagliare con le tasse. Ecco uno strumento utile per evitare di versare nella Casse dell’Erario circa il 60% dell’utile prodotto.

SOLUZIONE TASSE

Fondata da Gianluca Massini Rosati, Soluzione Tasse è la società di riferimento per la pianificazione fiscale in Italia. Si avvale di un pool di 35 commercialisti presenti in tutta Italia, specializzati nel risparmio fiscale, che guidano costantemente imprenditori e professionisti verso le strategie più adeguate alle proprie esigenze per abbattere legalmente il carico fiscale.

Sembrava dovesse finire prima dell’estate 2020, quanto meno a settembre, e invece, anche in questo 2021, dovremo proseguire la battaglia contro questo nemico invisibile. E chissà per quanto tempo ancora. Un nemico che ha portato alla morte di oltre 70.000 italiani e sta mettendo in serio pericolo la vita di molte aziende.

300.000 imprese rase al suolo

Stando ai dati di Confcommercio, infatti, a causa del lockdown sono definitivamente scomparse oltre 300.000 imprese.
Alla chiusura di queste migliaia di imprese, si aggiunge anche la perdita di oltre 200.000 aziende che, in un modo o nell’altro, erano collegate a queste partite Iva. Tuttavia, anche se il trend della chiusura delle attività commerciali è un fenomeno che ormai esiste da tempo, l’arrivo della pandemia ha dato il colpo definitivo. L’e-commerce e i big del web, tra l’altro, stanno rastrellando le piccole imprese a suon di prezzi tendenzialmente più bassi.
Detto ciò, Confcommercio stima che il numero delle imprese chiuse a causa dell’emergenza economica sanitaria sia di almeno 240.000 partite Iva. Aziende che, probabilmente, in assenza di un lockdown sarebbero ancora vive.
Ma non è finita qui. Stando ai dati della Cgia di Mestre, le piccole e medie imprese italiane, nel 2020, hanno registrato una perdita di fatturato pari a 420 miliardi. I ristori messi in campo dal Governo non sono bastati a frenare l’emergenza. I 29 miliardi di ristori non hanno coperto nemmeno il 7% delle per-dite complessive.
Tasse: una disparità troppo grande con i giganti del web Ad essere colpiti sono stati tutti i settori: dalla convegnistica alle fiere, dallo sport alla cultura, fino ad arrivare allo spettacolo. Tuttavia, quello che ha registrato maggiori perdite è stato proprio il settore della ristorazione e dell’accoglienza alberghiera.
Al contrario, i giganti del web, in Italia, durante questo periodo, hanno invece registrato un aumento di ricavi del 17%. Aumento che non sempre coincide con il pagamento delle tasse da parte di queste.
Se i giganti del web pagano solo il 30% di imposte sul loro utile, le piccole imprese versano nelle Casse del Fisco, quasi il 60% di tasse (tra imposte sul reddito e contributi Inps). Una differenza abissale.

Come sopravvivere al Fisco?

Tuttavia, anche le piccole imprese possono beneficiare di una tassazione come quella delle multinazionali. Queste, infatti, per ridurre il peso del Fisco sui loro utili, hanno attuato una pianificazione fiscale. La pianificazione fiscale è uno strumento di crescita dell’azienda utilizzato per ottenere, in maniera fiscalmente inattaccabile, una riduzione delle tasse. Attuare una pianificazione fiscale significa utilizzare una serie di strumenti – come fanno le multinazionali – per evitare di versare nella Casse dell’Erario, circa il 60% dell’utile prodotto.
Grazie a questo strumento è possibile conoscere in anticipo l’imposizione fiscale applicata agli utili così da poter progettare i futuri investimenti nell’azienda.
La pianificazione fiscale, però, non è una scienza ma uno strumento generico che chiunque può utilizzare. Ogni azienda ha la propria pianificazione fiscale: le strategie poste in essere variano in base all’impresa e al tipo di esigenze che la stessa ha. Proprio per questo la pianificazione fiscale non è uguale per tutti ma cucita su misura e modellata tenuto conto delle priorità dell’azienda.

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