UN ITALIANO SU TRE È DISPOSTO A MANGIARE CIBI A BASE DI FARINA DI INSETTI. UN SETTORE CHE IN EUROPA VALE OLTRE 260 MILIONI DI EURO

#tendenze #analisi #insetti

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Entomofagia. Questa sconosciuta. Per quanto ancora? Il mercato dei cibi a base di farina d’insetti vale già oggi in Europa oltre 260 milioni di euro e può rappresentare anche per l’agroalimentare e il comparto Horeca italiano un’importante novità. La conoscenza via via meno stereotipata da parte dei consumatori sta modificando la propensione al consumo di cibo a base di insetti anche nel nostro Paese. Basti pensare che, con l’entrata in vigore nel 2018 della normativa europea che ha inserito il consumo degli insetti nella categoria “Novel Food”, il valore di mercato di quest’ultima si appresta a triplicare, passando, secondo i dati Bloomberg, da 82 milioni di dollari del 2018 ai 261 milioni previsti nel 2023.

NOVEL FOOD

La normativa Europea (Reg UE 2015/2283), entrata in vigore nel 2018, ha legittimato il consumo degli insetti e la loro appartenenza alla categoria di “Novel Food”, con la conseguente possibilità di allevare e introdurre sul mercato tali insetti e le farine derivate, aprendo le porte ad una notevole crescita del settore.

“SI PREVEDE CHE QUESTO MERCATO POSSA ARRIVARE A PRODURRE CIRCA 260.000 TONNELLATE ENTRO IL 2030”

UN ITALIANO SU TRE

Un italiano su tre è propenso ad acquistare alimenti che contengono insetti commestibili. La maggior parte di loro lo farebbe per soddisfare la propria curiosità e per sperimentare alimenti innovativi. È quanto emerso da “Insect Food e Consumatori”, la più recente indagine sul tema realizzata dall’Università degli Studi di Bergamo, che ha scattato una fotografia aggiornata e su larga scala dei profili dei consumatori italiani disposti a includere alimenti a base di farina di insetti nella loro dieta. Un nuovo punto di riferimento per chi voglia guardare a un mercato che in questi anni, sottolinea IPIFF – International Platform of Insects for Food and Feed, ha visto gli investimenti superare quota 1 miliardo di euro, stimati a 3 miliardi nel 2025.

UN MERCATO IN ESPANSIONE

«I risultati dell’indagine sono un riferimento utilissimo per tutto il comparto – ha dichiarato Steven Barbosa, Public Affairs Manager di IPIFF. – Attualmente, la maggior parte delle imprese in Europa che si occupano di novel food a base di insetti commestibili (circa il 36%) è coinvolta solo nella lavorazione finale degli insetti, occupandosi quindi della trasformazione e commercializzazione. Il 28% invece si occupa di tutte le fasi della produzione (dall’allevamento alla commercializzazione). Ma si prevede che questo mercato possa arrivare a produrre circa 260.000 tonnellate entro il 2030».

FALSI MITI

Sfatati alcuni miti che vorrebbero i consumatori restii al consumo di insetti per motivi di disgusto, sporcizia o pericolo di salute, a incidere sulla scelta, con il ruolo di facilitatori, sono invece elementi demografici, psicologici e sociali. L’indagine, condotta su un campione di 1170 individui rappresentativi della popolazione italiana, tra 2021 e 2022, restituisce un 9% “altamente propenso” a consumare insect food, un 21% “mediamente propenso”, mentre il restante 70% poco propenso.

INTENZIONE D’ACQUISTO

Fonte: ricerca Insect Food e Consumatori, Università degli Studi di Bergamo

QUATTRO CLUSTER

Quattro i gruppi individuati.
Gli “edonisti” (15%),
tra i più aperti all’acquisto,
sono soprattutto uomini,
fino ai 25 anni d’età, per lo più onnivori,
con un livello di istruzione
media e una vita attiva.
Altrettanto interessati all’insect
food sono i “progressisti
(18%): over 40, equamente
divisi tra uomini e donne,
onnivori e praticanti sport
individuali, compiono scelte di acquisto
alimentari che tengano conto
delle proprietà salutistiche
degli alimenti e della loro dimensione etica.
I meno interessati all’insect food
sono gli “inconvincibili” (33%) e i “follower” (33%).

Fonte: ricerca Insect Food e Consumatori, Università degli Studi di Bergamo

UN PROCESSO IN EVOLUZIONE

«Da sempre in Europa, e anche in Italia, sono stati introdotti “nuovi alimenti” che poi sono diventati parte integrante della dieta mediterranea – ha commentato Carlotta Totaro Fila, fondatrice di Alia Insect Farm, start up agricola impegnata dal 2020 in attività di ricerca e sviluppo nel settore del novel food a filiera corta e 100% made in Italy, specializzata nella produzione di polvere atomizzata di grillo. – Introducendo la polvere di grillo nelle categorie di uso comune nelle percentuali consentite dai Regolamenti, come ad esempio in pane, pasta, pizza, biscotti, snack, potremmo aggiungere i benefici nutrizionali di questa materia prima naturale a tipologie di cibo che già consumiamo normalmente. Etichettati in modo chiaro e trasparente affinché sia ben evidente la presenza di questo ingrediente distintivo e innovativo».

INFLUENZE SULL’ACQUISTO

ESPERIENZE PREGRESSE NEL CONSUMO DI INSETTI

Aver sperimentato in precedenza alimenti a base di insetti influenza positivamente la possibilità di ripetere tale scelta

GENERE

I soggetti di sesso maschile risultano maggiormente inclini alla possibilità di acquistare alimenti a base di insetti

GENERE

I soggetti di sesso maschile risultano maggiormente inclini alla possibilità di acquistare alimenti a base di insetti

Fonte: ricerca Insect Food e Consumatori, Università degli Studi di Bergamo

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